Donai le vene al campo.
Io, ieri:
i capelli trafitti dall’erba,
la rugiada a dissetar le ciglia,
la terra a colorar le labbra.
Poi, la tempesta,
un raggio, un falco:
ripartì il tempo.
Il vento mi carezzò la tempia,
la Luna mi sorrise, ancora:
li ricambiai ridendo
poi, morii di bellezza.
Io, ieri.
Inghiottii una formica:
fu vita che nutrì la vita.

Renard Suaso